Qual’è il nostro compito più importante come genitori?

A prima vista, a questa domanda, la risposta più ovvia è aiutare i nostri figli a crescere sani e forti.

Va bene, sono d’accordo con te, questa è una condizione assolutamente necessaria, ma riflettici un momento, anche qualunque organizzazione,  anche un orfanotrofio, a quell’obiettivo, quello cioè di  farli crescere sani e robusti. E noi, che siamo i loro genitori, possiamo avere gli stessi obiettivi di un orfanotrofio?

Il vero nostro obiettivo, dovrebbe essere molto più significativo molto più ampio di questo.

Il nostro vero obiettivo dovrebbe essere farli crescere felici, soddisfatti di se stessi in modo che si amino e si apprezzino per chi sono, indipendentemente dal fatto se sono belli o brutti, intelligenti o meno, alti o bassi, magri o grassi, o che corrano veloci come Mennea o lenti come un bradipo…

Questo in sintesi è il nostro compito più importante, il nostro vero dovere.

Mi sembra di sentire adesso i pensieri di qualcuno (pochi a dire il vero), pensieri del tipo:  la felicità non esiste oppure è troppo difficile da raggiungere oppure “io non sono in grado di farlo” oppure “come faccio ad insegnarlo a mio figlio a mia figlia”….

Per favore, riflettiamo su questo aspetto: immaginiamoci per un momento di essere ormai vecchi, e di avere dei figli di 25 30 40 50 che sono felici della loro vita, che sono soddisfatti di se stessi e quindi con ogni probabilità che saranno soddisfatti anche della famiglia che hanno, del loro o della loro partner, dei loro figli, dei loro amici, del loro lavoro della loro casa.

Non è forse proprio questa la ricompensa più bella per aver fatto tutto ciò che è in nostro potere, per aver dato il nostro meglio, per amarli, sostenerli e incoraggiarli, aiutarli a rialzarsi ogni volta che cadevano? Non è questo forse il sogno, l’ambizione, il desiderio ardente di ogni genitore che ama i propri figli?

Non è questo il motivo ultimo per il quale chiediamo i nostri figli di andare a scuola di avere un’istruzione, di essere educati, e di fare tutte quelle scelte, secondo noi fondamentali, per poi raggiungere questo obiettivo?

Sì, ognuno di noi come genitore consapevole, ha questo come obiettivo finale.

Ma allora la domanda è:

Come facciamo a fare in modo che i nostri figli si apprezzino, siamo sicuri di se stessi, delle loro capacità, della loro forza interiore, che si ammirino, che siano gentili e amorevoli verso se stessi, che riconoscano la loro forza ed il loro potere?

Questa la domanda che ti invito di farti. Questa è la domanda che io invito a farsi a tutte le persone, quei genitori che vengono da me, come clienti e che mi chiedono di fargli vedere quale strada percorrere per la felicità dei propri figli e quindi per la propria felicità.

Voglio svelarti un segreto: soltanto quando ci facciamo le domande adeguate, troviamo le risposte adeguate, le soluzioni più adatte che portano al migliore risultato,  che in questo caso, è la felicità dei nostri figli e quindi la nostra.

Per rispondere a questa domanda occorre fare un piccolo passo indietro partendo dall’idea che ognuno di noi sa come in teoria come far felici i nostri figli perché ognuno di noi sa cosa fa felici noi stessi, cosa ci rende fiduciosi in noi stessi, cosa ci fa apprezzare noi stessi, cosa ci fa sentire amati,cosa ci aiuta ad amarci indipendentemente se siamo alti o bassi, belli e brutti, giovani vecchi e avanti così… Come con i nostri figli.

Quindi prima del prossimo post, prendiamoci un momento per riflettere e scrivere cosa, a noi, fa felice cosa, a noi, fa sentire orgogliosi e soddisfatti di noi stessi, cosa, a te, fa battere il cuore. Permettimi di aver scritto in questo caso un italiano poco corretto, (a noi), perché voglio farti comprendere come i nostri figli sono esseri umani come lo siamo noi e hanno le stesse necessità le stesse paure gli stessi bisogni e stesse aspirazioni, ma non necessariamente i nostri stessi desideri, i nostri stessi obiettivi di vita, le nostre stesse idee sulla vita, su come funziona, su come dovrebbe funzionare.

Quindi, ricordiamoci che sono come noi per quanto riguarda il bisogno di sentirsi amati e apprezzati, così come sono, dal loro padre e dalla loro madre, ma che i nostri desideri non sono necessariamente i loro, che i nostri obiettivi della vita, quelli pratici e concreti non sono i loro e che se, per noi, fare il medico l’avvocato o l’ingegnere può essere qualcosa di desiderabile non è detto che sia lo stesso per loro.

Che idee come la sicurezza del posto di lavoro o la stabilità in una relazione, che per noi potrebbero essere anche delle cose belle a cui tendere, non necessariamente sono le stesse che i nostri figli vorrebbero raggiungere, ed anzi, ti invito a riflettere se alle età di 10 15 o 20 anni i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni di cosa fare nella vita erano le stesse di quelle che abbiamo adesso.

Quindi concentriamoci su come fare in modo che nostri figli crescano felici, soddisfatti di sé, che si amino e si apprezzino, e che sentano che noi li amiamo, apprezziamo, li incoraggiamo, che noi crediamo in loro, nella loro forze, nella loro capacità di andare avanti, di rialzarsi, esattamente come facevano quando nei primi mesi della loro vita cercavano di mettersi in piedi, di camminare e di correre.

Ricordi come cadevano e subito si rialzavano, cadevano ancora e si rialzavano ancora. Cadevano e si rialzavano ogni singola volta e noi eravamo lì non a tenerli in braccio ma al contrario a lasciarli liberi di sperimentare la loro vita, offrendogli solo il nostro dito mignolo, per permettergli di rialzarsi e poi di camminare sulle loro gambe.

Tutti noi ci ricordiamo di quei momenti per quanto lontani possono essere nella nostra memoria e quindi sappiamo già come fare ad aiutare i nostri figli in questo percorso, si tratta ora di riscoprirlo dentro di noi.

Ma adesso ritorniamo al nostro “compito” per la prossima volta, una domanda facile facile:

Come facciamo a fare in modo che i nostri figli si apprezzino, siamo sicuri di se stessi, delle loro capacità, della loro forza interiore, che si ammirino, che siano gentili e amorevoli verso se stessi, che riconoscano la loro forza ed il loro potere?

Ormai hai compreso, che le domande adeguate portano a risposte utili, per cui ti invito a prenderti del tempo per riflettere su questa domanda, magari con carta e penna, e scrivere quello che tu nella tua vita, con le tue conoscenze, con le tue possibilità, puoi fare e sei disposto a fare in questo senso per tuo figlio.

Un piccolo suggerimento: ritorniamo quando eravamo bambini e pensiamo  a quello che nostro padre o nostra madre avremmo desiderato che facesse, a cosa ci avrebbe aiutato ad avere più fiducia in noi stessi, ad apprezzarci per come eravamo, ad avere più fiducia nella nostra capacità di andare avanti e di rialzarci dopo ogni caduta …. .

Alla prossima
Roberto

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